Giovanni Passannante (da Salvia a Savoia a Salvia?) |
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Il turista che giunge casualmente a Savoia di Lucania può rimanere interdetto nell'udire che gli abitanti del paese si chiamano Salviani anziché Savoiardi. Per soddisfare però la sua legittima curiosità al riguardo, gli sarebbe sicuramente sufficiente domandare ai residenti il perché di tale incongruenza. Li troverebbe tutti pronti a raccontare una singolare pagina di storia, per vari motivi, poco pubblicizzata. All'epoca della sua fondazione, attorno all'anno 1130, l'insediamento abitativo venne chiamato dai coloni Salvia, nome derivato dal latino "salvia", la salvia, pianta erbacea che si riproduce spontaneamente ed in modo diffuso nell'agro del paese. La denominazione rimase tale per diversi secoli, cioè fino a quando il 3/7/1879 un Regio Decreto impose al Comune il nuovo nome di Savoia di Lucania. Ciò è collegato alla vicenda di Giovanni Passannante, giovane Salviano (n. 19/2/1849 - m. 14/2/1910) che il 17 novembre 1878 attentò a Napoli al re Umberto I, ferendolo leggermente. Infatti, per paura che le conseguenze di quel gesto potessero ricadere su tutta la popolazione, gli amministratori comunali, su consiglio degli stessi funzionari reali che promisero anche grandi benefici, avanzarono istanza per il cambiamento del nome da Salvia s Savoia, cosa che fu prontamente accolta dalla casa regnante. Più di un secolo è trascorso dall'attentato e la figura di Passannante che è stata in parte rivalutata, in alcuni ha suscitato anche simpatia. Certamente il cuoco autodidatta, che venne licenziato a Salerno perché offriva pasti gratuiti ai poveri, che parlava di Repubblica Universale e che vagheggiava una comunità perfetta, non meritava, dopo la morte avvenuta in carcere, che gli fosse tagliata la testa e che il suo cervello fosse esposto nel museo criminale di Roma quale esempio dimostrativo delle tesi del lombroso. Egli, lungi dall'essere pazzo come l'ha voluto qualificare il potere monarchico (solo un matto, si disse, poteva attentare al re!) ha rappresentato più d'altri quelle "plebi meridionali" che vissero in modo drammatico gli anni successivi alla formazione del Regno d'Italia, caratterizzati da tassazioni inique e povertà (e che produssero prima il brigantaggio e poi l'emigrazione). E' di questi giorni l'iniziativa d'alcuni parlamentari lucani che hanno ottenuto che il cervello di Passannante, rimosso dal museo in cui si trovava, venga riportato a Savoia dove riceverà una cristiana sepoltura. Si tratta di una prima, dovuta, forma d'ammenda nei confronti della memoria di chi pagò con l'ergastolo (gli venne concesso la grazia per non farne un martire) la difesa delle proprie idee. |
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