Storia
Il Comune di Savoia di Lucania copre una superficie di 32 Kmq. estesa su una serie di dossi collinari e falsopiani, da una quota che va dai 350 ai 1000 metri sul livello del mare. Le quote più alte si trovano nelle zone del Tempone, Santa Maria, Piano Mauro e Macchia Carrara, cime che rasentano o superano i 1000 metri. Il corso d'acqua principale è il fiume Melandro avente acque perenni a regime torrentizio. Numerosi sono i boschi tra i quali è giusto ricordare quelli di Valle San Angelo, Fossati, Perolla e Luceto. Quest'ultimo nasconde tra la folta vegetazione sette cascate di diverse altezze e forma.
Savoia di Lucania, che nel 1188 era solo un piccolo "casale" popolato da poche famiglie di agricoltori e di pastori alle dipendenze di un rappresentante del Conte di Pietrafesa, si chiamava Salvia. Le notizie sull'origine del nome sono vaghe, alcuni storici lo fanno risalire alla pianta erbacea della salvia che tuttora cresce spontanea nelle zone più assolate del territorio, altri ritengono che derivi dal latino Saulia, "luogo impiantato a salici".L'antico borgo mediavale, che sorse nell'attuale posizione del paese, domina una profonda gola scavata dal corso del Melandro, subì quindi la sorte comune a tutti i paesi lucani, passando di feudatario in feudatario, dai Sanseverino di Marsico a Giovanni de Hansche, ai Gesualdo cui fu ceduto dagli Aragonesi, fino ai Caracciolo.
Salvia divenne improvvisamente famosa in campo nazionale per aver dato i natali a Passannante, colui che tentò in Napoli di assassinare il re Umberto I, il 17 novembre 1878. La cittadina si Salvia per riabilitarsi nei confronti della casa regnante chiese, su consiglio degli stessi funzionari reali, che il nome cambiasse: così Salvia divenne Savoia di Lucania.