Usi e Costumi Salviani |
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E' un'usanza che in Lucana forse sopraviverà, anche se sfrondata da tanti particolari che, giorno per giorno, vanno in disuso. Il "Porco", dopo aver utilizzato i resti della mensa dei padroni, trova la fine con una solenne festa e con una cena panta gruelica in cui la soppressata del- l'anno precedente, passa le consegne al "porco" dell'anno dopo. L'uccisione del "porco" mette in agitazione tutta la famiglia, in una sorta di rito che ha come obiettivo la buona riuscita del salame e della sua conservazione. Nella frenesia generale non mancano aspetti legati alla superstizione e al folklore; si bada alla luna, alla temperatura, al vento dominante e ai sogni. E' un compito che accomuna valentia ed orgoglio e persino un non si sa quale prestigio per il salame "che ho fatto io!"
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La Pasqua è una delle più grandi feste dell'anno e il mondo cristiano in quella occasione celebra l'anniversario della Resurrezione di Gesù. L'origine della festa è antichissima; risale ai tempi apostolici, ma allora si chiamava Pasqua il giorno della Passione e della Morte. Fu con S. Cipriano che Pasqua significò giorno della Resurrezione di Gesù Cristo avvenuta in domenica. E' in domenica si cominciò a celebrare la Pasqua, anche per non farla coincidere con la festività degli Ebrei, dai quali i Cristiani tendevano sempre più a distinguersi. Dalla Pasqua dipendono tutte le altre feste (le Ceneri, l'Ascensione, la Pentecoste e il Corpus Domini). Nel 1955 la Chiesa, con un decreto speciale, riportò molte funzioni della settimana Santa al loro primitivo significato. Così, la benedizione delle Palme (la domenica antecedente la Pasqua), la lavata dei piedi (il giovedì santo) l'adorazione della Croce (il venerdì) e il legare le campane furono di nuovo solennemente celebrate. Il lunedì, dopo la Pasqua è invece consuetudine fare una scampagnata e i Salviani in quell'occasione effettuano allegri picnic nei boschi vicini a S. Maria.
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